Piantare

“Mi piace pensare che sia stato il terreno a scegliere la “sua” varietà”

Mi piace pensare che nel 1984 un uomo si sedette in cima al suo campo per averne una visione d’insieme e da lì ne abbia osservato con occhi attenti e curiosi il terroir: esposizione solare, ventilazione, ambiente circostante; ci abbia poi “messo le mani” per testare il terreno e abbia cominciato a riflettere su quale varietà si sarebbe adattata meglio a quello stesso terreno. Mi piace pensare che sia stato il terreno a scegliere la “sua” varietà.

Piero Zabini, fondatore di Maso Cantanghel, non è stato solo in quella scelta, ma a lui si deve il merito di aver piantato il vigneto, di aver seguito il susseguirsi delle stagioni e di essersi speso con passione per produrre vini di qualità.

Nel 2006 io e mio padre abbiamo deciso di raccogliere la sua eredità acquisendo questo marchio così importante. Una vera sfida per noi: continuare a crescere non allontanandoci, ma consolidando sempre più la strada già intrapresa. Abbiamo progressivamente ridotto l’uso di prodotti fitosanitari fino ad arrivare nel 2012 alla certificazione biologica ITBIO005V259, abbiamo acquistato e piantato un nuovo vigneto a Cembra e ci siamo impegnati nella valorizzazione della tipicità trentina e la salvaguardia di questo territorio.

Coltivare

“Lavorare per renderlo fruttifero, attendere con premura, rispettare, venerare, abitare”

Coltivare deriva dal latino cultus, participio passato di colere che si offre con un duplice significato: un senso propriamente materiale, il lavorare o far lavorare il terreno per renderlo fruttifero e uno più morale, attendere con premura e quindi rispettare, venerare, abitare.
Un impegno e una passione che giorno dopo giorno si rinnovano e trovano nutrimento ed energia in questo progetto. Ho abbracciato i principi dell’agricoltura biologica perché amo la mia terra e, così ricca come la coltiviamo oggi, la voglio lasciare ai miei figli, consapevole del delicato equilibrio naturale cui dedico il mio lavoro affinché venga preservato, elevando la qualità produttiva e rendendo i terreni sempre più fertili.

Raccogliere

“È un continuo dialogo uomo-natura”

Dalla vite al vino, questo è il raccolto. È un continuo dialogo uomo-natura che si esprime vivendo le stagioni: il riposo invernale disturbato solo dalla potatura; il risveglio primaverile quando la linfa riprende il suo vigore propagandosi dentro la vite donandole vita; i raggi ed il calore del sole estivo e la frescura della notte che nutrono, colorano e profumano i grappoli; la vendemmia nei primi giorni d’autunno, tutta a mano, una festa di famiglia, il premio per un anno di lavoro. Un’emozione unica che vorrei trasmettere con i miei vini.